granelli

dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole.

eccoci

Blogger: sand
e quando mi addormento le persone della mia vita mi scivolano accanto e si chinano sul letto e aprono le loro teste e mi lasciano guardare dentro e quando mi risveglio cerco di chiedere loro perché ma non c'è nessuno a rispondere e quando mi addormento gli oggetti della mia casa si muovono lentamente verso di me e mi sussurrano nomi segreti e nomi che di solito nascondono e quando mi sveglio cerco di annotarmeli ma i veri nomi sono come sabbia mi scivolano tra le dita e tutte le notti insonni e tutte le pecore contate e tutte le piccole morti e tutti gli ultimi respiri e tutte le stupidate lette detriti nella mia testa e visto che sono certo di non stare più sognando me ne sogno un altro po'

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misteri

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soddisfazioni

hanno letto queste pagine *loading* persone!!!

 
giovedì, 24 aprile 2008
dei ghiacciati canti.

telegrafato da sand alle 14:10 | link | commenti (3) |
musica, poesia, vita, sogni, arte, teatro, mondo, magia, video, rabbia, napoli, follia, estemporanea, ferocia

mercoledì, 26 marzo 2008
leggerezza....

photo by richard avedon.

telegrafato da sand alle 17:56 | link | commenti (7) |
poesia, immagini, vita, sogni, arte, magia, rabbia, follia, estemporanea, verità, circus

sabato, 08 marzo 2008
savianite.

da oggi su robertosaviano.it c’è anche qualche mia foto, sezione gallerie.

ma ovviamente uno non va mica sul sito di Roberto Saviano per guardare le mie foto, no?

telegrafato da sand alle 11:19 | link | commenti (2) |
vita, sogni, web , fotografare, mondo, guerra, napoli, happiness, fortuna, massmedia

venerdì, 29 febbraio 2008
bis(estile).

non so se vi ricordate la mostra sui non-luoghi a cui ho partecipato a dicembre... be', la cosa si ripete, questa volta al trip di via martucci 64, piazza amedeo, metro/funicolare di piazza amedeo, appunto. ovviamente si parla di napoli.
la rassegna video si terrà stasera e domani, alle 20, mentre le foto (tra cui ci sono anche le 4 mie che potete vedere qui sotto) rimarranno esposte in sala newton fino all'8 marzo. se potete, fatevi un giro. :)

fermata d'autobus

 no future

 cinema hallway

rollerblades ghosts...

telegrafato da sand alle 11:58 | link | commenti (2) |
vita, sogni, arte, fotografare, mondo, magia, napoli, happiness, spazio, fortuna, estemporanea

domenica, 17 febbraio 2008
me. (by elda) (and fiorellaq)

sand

telegrafato da sand alle 13:16 | link | commenti (4) |
poesia, immagini, vita, sogni, arte, magia, happiness, spazio, fortuna, estemporanea, verità, circus

lunedì, 11 febbraio 2008
nietzsche.

«Sei capace di costringere le stelle a ruotarti intorno?»

telegrafato da sand alle 16:54 | link | commenti (4) |
vita, sogni, leggere, mondo, magia, follia, estemporanea

mercoledì, 06 febbraio 2008
verde.

spiraglioterrazza

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vita, sogni, arte, fotografare, magia, napoli, spazio, estemporanea, metrò

sabato, 26 gennaio 2008
non solidarietà, ma opere di bene.

Stiamo morendo, piano piano, affogati. In quei sacchi neri potrebbero già esserci, dei morti, tanto nessuno se ne accorgerebbe. Già vedere persone che, come fossero gabbiani, o ratti, scavano tranquille nei cumuli di spazzatura, selezionando, vagliando, prendendo, non sconvolge quasi più.

Alla stazione di Mugnano (incompleta da mesi, non si capisce perché) c’è un acquario abbandonato, da giorni, mezzo pieno d’acqua. Le strade del mio paese, provincia, periferia, sono impraticabili, bloccate. Un auto con un enorme sacco nero sul tettuccio passa, fa una curva, e lo la lascia cadere, come se niente fosse. Oggi anche dagli alberi, ormai scheletriti dall’inverno, pendono sacchetti di plastica, come neri frutti di morte. Mozzarella addio, «la monnezza è oro» [cit.].

Quel fumo che esce da lì, dal fianco di quella neonata collina, in pianura, è verde, e di notte brilla, come una bomba pronta a esplodere, e brucia. Nessuno sa cosa sia, perché nessuno l’analizza, ma quel fumo lì puzza e non è cosa naturale che esca dal terreno.

L’altro giorno, in metro, c’erano due genitori con la loro bambina, denti sporgenti che le facevano il labbro leporino, ptosi della palpebra sinistra. Magari non c’entra niente, o magari dovremo prepararci sempre di più a cose di questo genere. Deve essere terribile per un genitore la nascita di un figlio malformato. Che i responsabili approntino un nuovo monte Taigeto quindi, adesso, subito.

impregilo, fibe, montefibre, acna, pellini, Tamburrino, Perrella, sono nomi che possono non dire nulla ai più, ma non a una persona che abbia la minima voglia di capirci qualcosa, di questo orribile scempio: questi sono nomi di demoni per chi ha la pazienza di leggere e scavare a fondo.

Sapete che a Napoli da un ospedale, il maggiore specializzato in tumori, un giorno è stata trafugata la banca dati con tutti i nomi dei malati con relativi tumori e possibili cause degli stessi?

Chi potrà mai essere stato, si chiederà l’ingenuo.

I bambini in gita scolastica oggi bevono redbull, e le bambine (truccate e slanciate) hanno gli occhi che brillano, mentre osservano la vetrina con gli ultimi modelli di cellulari. Questo è il mondo in cui viviamo. Rifiuti solidi, ma anche ideologici, spirituali, oserei dire, se non fosse così ridicolo dirlo.

L’unica soluzione forse sarebbe davvero vendere tutto ai cinesi (altro che quel cileno di De Gennaro!), munnezza e compagnia bella, ché loro hanno bisogno di tutto, che se ne occupi la camorra (le loro strade: pulitissime!) delle trattative, che i nostri politici manco questo sono capaci di fare. È ovvio che il nostro caro Bassolino nomen omen! Iervolino! tutti questi –ini! – non si dimetta: i criminali che ha fatto prosperare in tutti questi anni lo ammazzerebbero.

 

 

Intanto una coppia di adolescenti, li vedo ogni giorno, si baciano e si dicono parole dolci nella metro di Scampia, ultimamente fermata così alla moda, nascosti dietro un distributore automatico di biglietti.

Sono veramente piccoli e la loro felicità mi commuove, tanto sono distanti da tutto e da tutti, in quell’oretta che noi napoletani chiamiamo controra, che trascorrono lì.

Chissà quanto durerà, chissà quando finirà.

 

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serie b

telegrafato da sand alle 17:58 | link | commenti (4) |
scrivere, vita, sogni, fotografare, guerra, normale, rabbia, napoli, spazio, follia, verità, saudade, metrò, ferocia

lunedì, 31 dicembre 2007
i quadri/libri di joanpere massana sono dei desktop perfetti.

telegrafato da sand alle 15:43 | link | commenti (9) |
poesia, immagini, vita, sogni, arte, leggere, magia, spazio, estemporanea

domenica, 23 dicembre 2007
io non so come farei, se fossi cieco.

Perché si può dire che tutta la mia vita è basata sul senso della vista: leggere, scrivere, fotografare.

Eppure c’è chi nasce cieco o, peggio, ci diventa.

Adesso c’è in edicola questo numero di colors, dedicato ai ciechi e agli ipovedenti. La copertina è tutta bianca, la figura in rilievo, le scritte in braille: l’interno senza colori, le foto in bianco e nero.

In allegato un cd con tutta la rivista letta, una voce robotica, da ascoltare al computer; c’è anche della musica, balcanica. E allora, forse, la soluzione sarebbe sentire… ascoltare?

 

 

«Lo yogurt è blu». «Le mele, in particolare quelle aspre, sono argentate». «L’acqua del laghetto è bianca». Queste sono alcune affermazioni di bambini ciechi tibetani che nella loro vita non hanno mai visto i colori. Io conosco il mondo dei colori, dei volti e dei paesaggi. E conosco il mondo dei ciechi. E spesso mi domandano: «Se potessi, quale di questi mondi sceglieresti?». La risposta non è facile. Da bambina ho spesso creduto che il mondo dei ciechi fosse un buco nero. Talvolta chiudevo gli occhi e con un brivido pensavo: «Così vive un cieco, isolato, sempre dietro a un muro». Quando ho cominciato io stessa, lentamente ma inesorabilmente, a perdere la vista, non riuscivo a conciliare la parola “cieco” con la mia situazione: non era diventato buio! Al contrario, dovendo immaginare quello che non vedevo, il mondo intorno a me diventò ancora più colorato e vivace. Riesco a spiegarmelo solo così: il senso della vista è un senso della distanza. Osserva, giudica e valuta. Vedere tiene lontani. Con i sensi che mi sono rimasti sono costretta ad andare vicinissimo, a “toccare” l’avvenimento, il problema o l’ostacolo. E spesso un ostacolo, quando ci si avvicina, si rimpicciolisce.

«Lo yogurt è blu» e «le mele, in particolare quelle aspre, sono argentate»… Se oggi potessi scegliere, sceglierei questo mondo.

 

Sabriye Tenberken, co-fondatrice di Braille Without Borders e co-direttrice della prima scuola per ciechi in Tibet

 

Ho iniziato a insegnare fotografia con la convinzione che tutto quello che ha a che fare con la vista fosse positivo e sufficiente. Ma parte del mondo non può essere vista perché non possiamo illuminarla.

Un rabbino una volta mi ha detto che il Talmud parla dei ciechi come di sagi nahor, parole che in aramaico significano «grandi occhi». Come mi spiegò il rabbino, forse i ciechi vedono meglio dei vedenti; forse c’è la vista al di là degli occhi…

 

Estratto dal libro Seeing Beyond Sight di Tony Deifell, insegnante di fotografia per studenti ciechi

 

Solo un cieco può fare una foto onesta.

 

Brett Walker

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p.s.: nel Museo della Fotografia Fratelli Alinari di Firenze ci sono delle riproduzioni “da toccare” di alcune fotografie, molto suggestive… io all’inizio non avevo mica capito cosa fossero…

telegrafato da sand alle 16:24 | link | commenti (2) |
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