granelli

dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole.

eccoci

Blogger: sand
e quando mi addormento le persone della mia vita mi scivolano accanto e si chinano sul letto e aprono le loro teste e mi lasciano guardare dentro e quando mi risveglio cerco di chiedere loro perché ma non c'è nessuno a rispondere e quando mi addormento gli oggetti della mia casa si muovono lentamente verso di me e mi sussurrano nomi segreti e nomi che di solito nascondono e quando mi sveglio cerco di annotarmeli ma i veri nomi sono come sabbia mi scivolano tra le dita e tutte le notti insonni e tutte le pecore contate e tutte le piccole morti e tutti gli ultimi respiri e tutte le stupidate lette detriti nella mia testa e visto che sono certo di non stare più sognando me ne sogno un altro po'

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misteri

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soddisfazioni

hanno letto queste pagine *loading* persone!!!

 
giovedì, 24 aprile 2008
dei ghiacciati canti.

telegrafato da sand alle 14:10 | link | commenti (3) |
musica, poesia, vita, sogni, arte, teatro, mondo, magia, video, rabbia, napoli, follia, estemporanea, ferocia

mercoledì, 26 marzo 2008
leggerezza....

photo by richard avedon.

telegrafato da sand alle 17:56 | link | commenti (7) |
poesia, immagini, vita, sogni, arte, magia, rabbia, follia, estemporanea, verità, circus

domenica, 17 febbraio 2008
me. (by elda) (and fiorellaq)

sand

telegrafato da sand alle 13:16 | link | commenti (4) |
poesia, immagini, vita, sogni, arte, magia, happiness, spazio, fortuna, estemporanea, verità, circus

martedì, 08 gennaio 2008
amore

«L’uomo passava molto di rado per la città dove abitavano i due coniugi ma la rivide ancora, tra due finestrini, mentre le auto correvano in direzioni opposte, e lei lo salutò con lo stesso sorriso impetuoso di quella prima sera al ristorante. Ognuno guidava solo nella sua automobile (erano due automobili della stessa marca e dello stesso tipo) e tutti e due frenarono bruscamente. L’uomo aspettò che la strada fosse libera, girò l’automobile e si avvicinò a quella di lei ferma sul lato opposto ma appena giunse vicino la signora riprese a correre ed egli la vide per pochi secondi nello specchietto, con un volto gonfio come di ragazzo che ha preso un pugno molto forte; per questo la lasciò andare».

 

(goffredo parise)

telegrafato da sand alle 13:51 | link | commenti (5) |
poesia, vita, leggere, estemporanea, verità, saudade

lunedì, 31 dicembre 2007
i quadri/libri di joanpere massana sono dei desktop perfetti.

telegrafato da sand alle 15:43 | link | commenti (9) |
poesia, immagini, vita, sogni, arte, leggere, magia, spazio, estemporanea

venerdì, 14 dicembre 2007
noi non blocchiamo il traffico, noi siamo il traffico! (a napoli!)

come si dice in questi casi, riceviamo e – con estremo piacere – pubblichiamo:

 

 

CRITICAL*MASS: 22 dicembre 2007 ore 11.00 Piazza Plebiscito (Napoli)

 

Le città devono tornare a essere pensate e concepite a favore dell'essere umano. Scegliere di decrescere, nell'accezione più positiva di questo termine, di limitare al massimo i consumi inutili e nocivi, di riprendersi gli spazi comuni, facendo tornare l'individuo e non l'automobile il protagonista della vita cittadina.

Chi ha già avuto la possibilità di partecipare a Critical Mass è stato trasportato in un'altra dimensione, ha avuto l'opportunità di cambiare una serie di comportamenti stereotipati e indotti spesso in maniera occulta che fino a quel momento erano sembrati l'unica via percorribile.

All'interno della "Massa Critica" ci si accorge di un silenzio improvviso e irreale, assuefatti come siamo al costante inquinamento acustico prodotto dai motori. Grazie alla bicicletta, questa quiete si genera spontaneamente anche lungo un percorso cittadino solitamente invaso da lamiere, e spesso lascia attoniti, la gente si affaccia alle finestre per vedere cosa è successo.

Ci si rende conto, provandolo nella collettività, che gli spostamenti quotidiani possono essere effettuati in bicicletta, limitando così il più possibile il consumo scellerato di petrolio.

La massa aiuta. Il pedalare insieme, con questa protezione dal traffico aggressivo esercitata dal gruppo di biciclette, dà poi il coraggio e il desiderio di provare a utilizzare la bici, non più solo per lo sport o per svago, ma anche per i tragitti urbani.

Durante Critical Mass si cercano di rendere manifeste le ragioni e i diritti dei ciclisti con cartelli, bandiere e con l'aiuto di volantini che molti attivisti producono con testi sempre differenti.

Il danno subito dalla circolazione a motore per questo "traffico di biciclette" è quantificabile in pochi minuti di attesa, magari anche divertita dal passaggio di bici colorate e allestite per l'occasione. Nulla di paragonabile alle centinaia di ore stressanti spese ogni anno in fila tra un semaforo e l'altro.

Alla partenza della "coincidenza spontanea" di ciclisti e cicliste del 22 dicembre ore 11.00 Piazza Plebiscito, come ogni volta, non ci saranno leader né, soprattutto, una direzione prestabilita. Chi sarà in testa alla massa inventerà liberamente il percorso in maniera estemporanea.

Chiunque è la massa e può condurre la Critical Mass.

 

IL CAMBIAMENTO E’ POSSIBILE MA COMINCIA DA TE!

 

 

critical mass...

 

è una coincidenza, un improvviso incontro di ciclisti im/micro/polverati nel mezzo delle masse automobilistiche cittadine.

 

è una casualità nel pieno rispetto dell’entropia, della natura caotica del nostro universo che non può essere rinchiusa in corsie o in scatole di metallo. è di ogni ciclista: della mamma con il seggiolone, del techno-freakettone metropolitano, dello stradista con specialissima e pedalini a sgancio rapido, del bmx-biker acrobatico, dell’anziano in “graziella”, del ciclo-poeta-situazionista, del postino con il borsone e anche del giocolieri in monociclo...

 

non ha né leader né padroni, non è di nessuna marca e non è protetta da alcun tipo di copyright.

 

critical mass diverte e vince!

 

perché non è una manifestazione standard, non ha bisogno né di percorsi bollati né di celerini manganellati “di guardia”, è un semplice appuntamento di ciclisti che casualmente si ritrovano a percorrere tutti la stessa strada, magari lentamente... magari al centro della carreggiata... in una via solitamente trafficata... all’ora di punta...

 

perché più di una manifestazione è la dimostrazione pratica e reale di come un’altra città sia possibile, bella e divertente.

ciclisti in città

telegrafato da sand alle 15:50 | link | commenti |
poesia, immagini, vita, sogni, web , fotografare, mondo, magia, guerra, rabbia, napoli, spazio, follia, estemporanea, circus, ferocia

lunedì, 03 dicembre 2007
fino a quando puoi sentire il suono dentro. (CarlaBozulich@Napoli, 23/11/2007)

carla bozulich 04

Durante il concerto Carla e Tara si sorridono sempre, si vede che sono molto amiche.

Carla ci tiene a sottolineare che non è stata Tara a farle l’occhio nero, è solo uno stupido gossip questo, ma è stato un completo sconosciuto venuto fuori dal nulla a picchiarla, a Parigi, così come racconta sul suo sito.

Alla fine del concerto lei è molto provata, frastornata, cerca i suoi cd da vendere e non vuole nemmeno lasciarsi fotografare, perché non si sente molto bella oggi, con quel livido che le copre parte della faccia che si fa nera, e verde; si vede che la musica è una cosa che lei sente molto, durante l’ultima canzone s’è quasi commossa. Il suo concerto è stato molto intenso.

Partito sfilacciato e desolato si è fatto via via più pieno, in crescendo, ma rimanendo tuttavia spigoloso, duro, e se fosse durato un po’ di più sarebbe diventato ancora più bello, ma a quanto pare Carla non può sopportare oltre un peso emozionale di questo genere, e così si ferma.

La canzone con cui finisce, da sola, è una cover di cui non ricorda nemmeno tutte le parti strumentali, confessa, e mi sembra di capire che parli di una ragazza che gira con una pistola in una borsetta, e di una mattina in cui lei si sveglia ed è sorpresa di ritrovarsi viva nella stanza di un hotel; forse perché ha passato la notte in strada, a battere. Ma forse è solo la mia immaginazione.

A vent’anni comunque anche Carla era una prostituta, lo era perché solo così poteva procurarsi i soldi per farsi di eroina, ma il più delle volte era così fuori di sé che non riusciva nemmeno a farsi pagare un pompino o una scopata, i clienti le gettavano giusto pochi spiccioli; sono cose che ha raccontato lei stessa, queste.

Poi, come sempre succede, un ragazzo si è innamorato di lei e ha deciso di salvarla; così l’ha portata in un centro di riabilitazione e le ha regalato le sinfonie di Mahler (quello amato da Bukowski, e ascoltato dai vecchietti alla fine di Coffee&Cigarettes di Jim Jarmusch), non vestiti o anelli.

Tutto quello che Carla poteva fare era ascoltare quella musica, e disintossicarsi; e anche se una volta uscita di lì non avrebbe più ritrovato quel ragazzo ad aspettarla, ormai lei era una musicista.

Le sue canzoni sono dolenti, scavano dentro; la sua è la voce di una Patti Smith più aspra, più dolorosa; nella sua musica c’è oscurità e luce, blues e perdono.

Durante il concerto un martelletto percuote le corde della sua chitarra, e le parole soffiate in un microfono giocattolo vengono risucchiate dai pick-up attraverso l’amplificatorino e cacciate di nuovo via, poi, più forti che mai.

Mentre canta Carla sembra rivolgersi a un dio, talvolta è un organo molto spirituale a sorreggere la sua voce, che sale alta, ma poi lei abbassa subito lo sguardo, perché forse lei è una che ne ha viste troppe per sperare in un aiuto che non provenga che da se stessa; e questo lo dice la croce rovesciata borchiata dietro la sua chitarra.

Eppure quel sorriso sul palco, i suoi occhi alla fine del concerto, dicono anche che alla fine lei ce l’ha fatta, a salvarsi, e non importa se un giorno dal nulla uscirà di nuovo un tizio che vorrà picchiarla, lei saprà sempre come difendersi.

 

 carla bozulich 06

Vicino a me è seduta una ragazza: “la donna dalle scarpe rosse”, come si è firmata nel bigliettino che ha lasciato sul palco, per Carla, ma donna forse è dire troppo, dato che mi ha specificato subito di essere (ancora) una minorenne, quando le ho chiesto – a ragione – se per caso lei facesse l’Accademia delle Belle Arti, dopo che lei mi aveva chiesto quali fossero i miei studi.

Questa ragazza ha la frangetta bionda, e gli occhi grandi, scarpe rosse e pantalone verde, tutto di velluto, un piccolo orologio rotondo al collo, e due borse, una delle quali è un innaffiatoio di metallo verde pisello: a dire la verità è un po’ scomoda, dice, perciò porto anche l’altra.

Questa ragazza si gira indietro a guardare tutti negli occhi perché ha un gomitolo di lana rossa con sé, e cerca a chi può tirarlo, questo gomitolo, perché spiega che se io vado alla feltrinelli ci trovo un libro di Nietzsche, i Ditirambi di Dioniso, e Nietzsche in questo libro parla di Arianna e Teseo, e alla fine Arianna dice a Teseo: sono io il tuo labirinto.

Un po’ come canta Vinicio, penso subito io, ma senza per questo dirlo.

E forse è veramente così, forse in questo mondo ognuno vuole solo perdersi in un labirinto, il suo personale labirinto. È una cosa che a pensarci può far paura, ma può allo stesso tempo nascondere l’estasi; il labirinto non è mica l’abisso, una via d’uscita si trova sempre.

La ragazza mi ha parlato poi di un’eventuale scuola di fotografia da frequentare a Roma (anche se Mimmo Jodice non ne ha mai frequentata alcuna), ha la mia stessa macchina talaltro, o di un trasferimento a New York (anch’io!), o una laurea triennale in lettere classiche (anche se ha fatto lo scientifico), se proprio tutto andasse male.

E questa ragazza mi ha detto di chiamarsi Chiara, anche se a questo punto penso che avrebbe potuto benissimo chiamarsi Alice. Ma mi chiedo, chissà, se non sia stata tutta un’allucinazione dovuta alla febbre. E al mal di denti.

telegrafato da sand alle 19:14 | link | commenti (2) |
musica, poesia, scrivere, cinema, vita, sogni, arte, fotografare, mondo, magia, concerti, rabbia, follia, fortuna, circus

lunedì, 26 novembre 2007
ritratti voom. (prologo)

telegrafato da sand alle 18:20 | link | commenti (3) |
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giovedì, 08 novembre 2007
le (non) prescelte.

uomo su scivolobambina con parasoleparcheggioteschio con parrucca

telegrafato da sand alle 11:45 | link | commenti (2) |
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lunedì, 22 ottobre 2007
colorismo.

telegrafato da sand alle 13:04 | link | commenti (18) |
poesia, immagini, cinema, arte, teatro, magia, rabbia, estemporanea, massmedia, circus, dementia