dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole.
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e quando mi addormento le persone della mia vita mi scivolano accanto e si chinano sul letto e aprono le loro teste e mi lasciano guardare dentro e quando mi risveglio cerco di chiedere loro perché ma non c'è nessuno a rispondere e quando mi addormento gli oggetti della mia casa si muovono lentamente verso di me e mi sussurrano nomi segreti e nomi che di solito nascondono e quando mi sveglio cerco di annotarmeli ma i veri nomi sono come sabbia mi scivolano tra le dita e tutte le notti insonni e tutte le pecore contate e tutte le piccole morti e tutti gli ultimi respiri e tutte le stupidate lette detriti nella mia testa e visto che sono certo di non stare più sognando me ne sogno un altro po'
sand in la strada per la riv...
Francesco071966 in la strada per la riv...
pirucca in onde.
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Per vincere questa battaglia bisogna pensare, agire, come se si fosse già morti.
Ed essere morti significa immergersi nell’oceano delle onde che restano onde per sempre, quindi inutile aspettare che si calmino le acque. Le acque non si calmeranno mai.
L’ultima puntata di Report, I Vicerè, dedicata alla situazione in cui versa Catania (e io che pensavo che a Napoli ce la passassimo male!) è, senza scendere nei dettagli, una puntata terrificante, nel senso che mette paura, una paura assoluta, per le varie implicazioni che la lucidissima inchiesta lascia intendere. In un paese normale dopo la messa in onda di un’inchiesta del genere come minimo il governo in carica dovrebbe porsi delle domande, magari qualcuno dovrebbe addirittura dimettersi, e invece non è accaduto proprio nulla, qui in Italia; forse s’intraprenderà giusto l’ennesima causa contro la sempre ottima Milena Gabanelli, chissà. In questi giorni poi, manco a farlo apposta, m’è capitato di vedere Frost/Nixon-Il duello, film che narra di vicende forse, anzi sicuramente, più importanti di quelle italiane (non foss’altro perché la politica americana si ripercuote su tutto il mondo), vicende che sappiamo tutti come sono andate a finire: le dimissioni di Richard Milhouse Nixon. Il film però, piuttosto che sul Watergate vero e proprio, è incentrato più su una serie di interviste televisive che Nixon rilasciò a David Frost dopo essersi dimesso, interviste che partirono blandamente e finirono poi con un Nixon che, in un sussulto di dignitosa umanità, ammette di aver tradito i cittadini americani e, con gli occhi lucidi che lasciano intravedere il baratro esistenziale in cui è sprofondato il fu presidente, chiede scusa al popolo americano tutto. E in Italia invece, cosa accade? In Italia siamo oltre l’umano, tutto resta sempre uguale, niente si muove. Evidentemente i cittadini italiani non si meritano nessuna risposta.
I dischi di mamma sono vecchi 45giri recuperati da un’impolverata valigia verde che giaceva da anni abbandonata nella casa del suo paese d’origine.
Li metti su e si sentono bene, come se il tempo non li avesse toccati. Ci sono Rita Pavone, Adriano Celentano, Gianni Morandi, Luigi Tenco, Domenico Modugno, Gigliola Cinguetti; c’è anche qualche straniero/a che si cimenta con l’italiano: Paul Anka, Neil Sedaka, Françoise Hardy addirittura (sì, la canzone dei sognatori).
Ci sono solo due canzoni su questi vinili, e sulla copertina di solito c’è un ritratto del cantante, o della cantante. Quanto si era giovani. Il suono era beat, ma le parole malinconiche.
In una di queste canzoni si sente Adriano Celentano scrivere una lettera infarcita di raccomandazioni ai capelloni dell’epoca: non drogarti, non dimenticare Gesù, eccetera. Più o meno le stesse cose che dice oggi, strapagatissimo, in tivvù.
Ma che ingenuità in questi suoni, che purezza in queste parole.
l’aria fresca della notte
che si adagia sulla nostra pelle
è come balsamo per gli occhi
che ci fa vedere alberi
lì dove sono montagne di spazzatura.
Mi chiedo dove stiamo andando a finire.
Anni fa i compact disc (con tutto ciò che ne deriva) non esistevano, e non c’era nemmeno tutta questa spazzatura. Per noi le vacanze sono finite ancora prima di cominciare, forse.
da oggi su robertosaviano.it c’è anche qualche mia foto, sezione gallerie.
ma ovviamente uno non va mica sul sito di Roberto Saviano per guardare le mie foto, no?