granelli

dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole.

eccoci

Blogger: sand
e quando mi addormento le persone della mia vita mi scivolano accanto e si chinano sul letto e aprono le loro teste e mi lasciano guardare dentro e quando mi risveglio cerco di chiedere loro perché ma non c'è nessuno a rispondere e quando mi addormento gli oggetti della mia casa si muovono lentamente verso di me e mi sussurrano nomi segreti e nomi che di solito nascondono e quando mi sveglio cerco di annotarmeli ma i veri nomi sono come sabbia mi scivolano tra le dita e tutte le notti insonni e tutte le pecore contate e tutte le piccole morti e tutti gli ultimi respiri e tutte le stupidate lette detriti nella mia testa e visto che sono certo di non stare più sognando me ne sogno un altro po'

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misteri

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soddisfazioni

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venerdì, 14 aprile 2006
"it's so cold outside", laurie says.

Non siamo più abituati al silenzio.

Sempre a sentire musica – generazione iPod – e con il cellulare acceso anche di notte, figuriamoci resistere a quasi tre ore di quello che si presenta come “il grande silenzio”.
Perduti in frenetici ipermercati e ottenebrati da trasmissioni televisive perennemente in onda (abbasso il monoscopio!) ci si dimentica che eppure, sì, c’è gente che sceglie di vivere così.
Nel completo silenzio rotto solo da rumori naturali, una forbice che taglia un tessuto, scarpe che strusciano sul pavimento. La bocca è sigillata, si parla il meno possibile, semmai si sorride, si prega, si canta.
Il Signore mi ha sedotto, e io mi sono lasciato sedurre…  ho lasciato tutto ciò che possiedo… eccetera eccetera; cose così ripete lo schermo. Meditazione, contemplazione, lavoro.
In solitudine.
 
E mentre scorrono immagini di monaci che conducono la loro vita monotona ma felice, in sala arrivano le voci sguaiate di litigiosi adolescenti all’ultima moda.
Deve essere la sala giochi adiacente al cinema.
 
Dall’altra parte del mondo intanto l’acqua continua a scorrere, tranquilla.
Adesso c’è la neve e i monaci giocano a scivolarci sopra, ridono.
In cielo sta passando un aereo, e non fa alcun rumore.
Dei gatti aspettano che gli si dia da mangiare.
Io quasi mi addormento, stanco.
È il troppo silenzio.
Non la pace.

telegrafato da sand alle 11:18 | link | commenti (2) |
poesia, immagini, scrivere, cinema, vita, tecnologia, arte, mondo, estemporanea


Commenti
#1   14 Aprile 2006 - 11:49
 
Anche a me il Grande silenzio mi è sembrato meno profondo di come ce lo avevano dipinto. Tra qualche giorno ne farò la mia brava recensioncina, comunque.
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#2   16 Aprile 2006 - 10:25
 
Buona Pasqua!
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