granelli

dai molti sogni provengono molte delusioni e molte parole.

eccoci

Blogger: sand
e quando mi addormento le persone della mia vita mi scivolano accanto e si chinano sul letto e aprono le loro teste e mi lasciano guardare dentro e quando mi risveglio cerco di chiedere loro perché ma non c'è nessuno a rispondere e quando mi addormento gli oggetti della mia casa si muovono lentamente verso di me e mi sussurrano nomi segreti e nomi che di solito nascondono e quando mi sveglio cerco di annotarmeli ma i veri nomi sono come sabbia mi scivolano tra le dita e tutte le notti insonni e tutte le pecore contate e tutte le piccole morti e tutti gli ultimi respiri e tutte le stupidate lette detriti nella mia testa e visto che sono certo di non stare più sognando me ne sogno un altro po'

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misteri

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soddisfazioni

hanno letto queste pagine *loading* persone!!!

 
venerdì, 28 aprile 2006
if you could take all the love, without giving any back.

ma che figata il nuovo video (al solito autoprodotto) dei flaming lips, li amo questi pazzi.

comunque secondo me i tre ciccioni che corrono è una citazione dal trailer del film su don chisciotte (rimasto purtroppo incompiuto, come testimonia questo documentario) sognato da quell'altro pazzo che è terry gilliam

telegrafato da sand alle 20:37 | link | commenti (3) |
musica, cinema, sogni, arte, estemporanea, dementia

sabato, 22 aprile 2006
socialismo tascabile per tutti.

telegrafato da sand alle 08:44 | link | commenti (2) |
musica, sogni, web , concerti, scalette, fortuna

venerdì, 21 aprile 2006
every boy has been a lattaman.

telegrafato da sand alle 11:28 | link | commenti (4) |
musica, concerti, napoli, scemenze, scalette, dementia

venerdì, 14 aprile 2006
"it's so cold outside", laurie says.

Non siamo più abituati al silenzio.

Sempre a sentire musica – generazione iPod – e con il cellulare acceso anche di notte, figuriamoci resistere a quasi tre ore di quello che si presenta come “il grande silenzio”.
Perduti in frenetici ipermercati e ottenebrati da trasmissioni televisive perennemente in onda (abbasso il monoscopio!) ci si dimentica che eppure, sì, c’è gente che sceglie di vivere così.
Nel completo silenzio rotto solo da rumori naturali, una forbice che taglia un tessuto, scarpe che strusciano sul pavimento. La bocca è sigillata, si parla il meno possibile, semmai si sorride, si prega, si canta.
Il Signore mi ha sedotto, e io mi sono lasciato sedurre…  ho lasciato tutto ciò che possiedo… eccetera eccetera; cose così ripete lo schermo. Meditazione, contemplazione, lavoro.
In solitudine.
 
E mentre scorrono immagini di monaci che conducono la loro vita monotona ma felice, in sala arrivano le voci sguaiate di litigiosi adolescenti all’ultima moda.
Deve essere la sala giochi adiacente al cinema.
 
Dall’altra parte del mondo intanto l’acqua continua a scorrere, tranquilla.
Adesso c’è la neve e i monaci giocano a scivolarci sopra, ridono.
In cielo sta passando un aereo, e non fa alcun rumore.
Dei gatti aspettano che gli si dia da mangiare.
Io quasi mi addormento, stanco.
È il troppo silenzio.
Non la pace.

telegrafato da sand alle 11:18 | link | commenti (2) |
poesia, immagini, scrivere, cinema, vita, tecnologia, arte, mondo, estemporanea

mercoledì, 12 aprile 2006
lou

telegrafato da sand alle 10:15 | link | commenti |
musica, vita, fotografare, fortuna

martedì, 11 aprile 2006
a proposito di eventuali brogli. (della destra, ovviamente)

notare che il termine "godfather" (padrino) è riferito a don silviuzzo mica a bernie provenzano (cui dedicano solo una misera parentesi), eh.ma non è assai strano che abbiano beccato bernardo provenzano (capo della mafia latitante dal 1.963) proprio oggi?

oppure l'hanno beccato proprio perché berlusconi è caduto?!? troppo bello per essere vero!

coincidenza alquanto emblematica comunque.

 

telegrafato da sand alle 13:32 | link | commenti (2) |
vita, mondo, scemenze, estemporanea, verità, massmedia, dementia

sabato, 08 aprile 2006
e l'anima brucia, più di quanto illumini.

telegrafato da sand alle 19:20 | link | commenti (6) |
musica, vita, concerti, scalette, fortuna

martedì, 04 aprile 2006
precarietà.

«È come stare in una stazione dove gli altoparlanti continuano ad annunciare treni che non arrivano. Tu stai lì, con la valigia in mano. Dentro la valigia c’è tutta la tua vita. Assieme a te altre persone aspettano. Hanno la tua età. Anche loro stanno aspettando. Anche loro hanno una valigia. Dentro le loro valigie anche loro hanno la loro vita. Anche loro sentono gli altoparlanti che annunciano i treni. Anche loro aspettano da anni. Tutti fanno finta che va tutto bene. Ai primi segni d’impazienza gli altoparlanti raccontano che in realtà i treni sono già partiti, tu e gli altri ci siete sopra e ci state viaggiando. Pensi che non è vero, che sei ancora alla stazione, e che stai aspettando. Riconosci il meccanismo del sogno, la forma dell’incubo. Capisci che quello che stai vivendo non è reale mentre passano i mesi e trascorrono gli anni. Aspetti di svegliarti mentre gli altoparlanti giurano che quella è la realtà, ti dicono che la realtà è il racconto stupendo che ti stanno facendo. Quel racconto dice che hai 40 anni e sei felice, vivi in un paese soddisfatto di sé e pieno di entusiasmo, e tu ne fai parte. Tutti ascoltano lo stesso racconto e non ci credono ma non sanno cosa dire. Tutti vorrebbero dire che la loro vita è l’esatto contrario di quello che il racconto ti vuole dimostrare. Tutti dimostrano un’evidente irritazione. Tutti aspettano il treno che non arriva».
 
                                                                                                              (aldo nove)

telegrafato da sand alle 19:08 | link | commenti (8) |
vita, fotografare, leggere, mondo, estemporanea, verità, saudade

domenica, 02 aprile 2006
v per vendetta

Basti dire che tutto l’approfondimento politico e filosofico presente nel fumetto di Moore nel film di James McTeigue viene a mancare, certo rimane la lotta per la libertà, ma ridurre un’opera tanto complessa all’ennesimo filmetto con i combattimenti alla Matrix (i produttori sono i fratelli Wachowski, proprio i registi della famosa – già obliata? – trilogia) e adattarla goffamente ai tempi moderni (quei cappucci neri sono così familiari) con tanto di aggiunta di musica trendy e citazioni colte, rivela un approccio superficiale e semplicistico, e l’opera ne esce svilita.

telegrafato da sand alle 11:44 | link | commenti (1) |
immagini, scrivere, cinema, fumetti

sabato, 01 aprile 2006
don't be shy. (you learn to fly)

telegrafato da sand alle 10:03 | link | commenti (4) |
musica, cinema, vita, sogni, concerti, scalette